Lo sviluppo del MMPI-2

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Le origini

Il Minnesota Multiphasic Personality Inventory -2 (MMPI-2) è il frutto della revisione di un test psicodiagnostico (il MMPI) messo a punto oltre 70 anni fa per valutare la psicopatologia e le principali caratteristiche strutturali della personalità (Hathaway e McKinley, 1989).

Nel 1939, lo psicologo clinico Starke R. Hathaway e il neuropsichiatra Charnley McKinley diedero inizio alla ricerca che sfociò nella pubblicazione del MMPI. Pur essendo stato sviluppato in un servizio psichiatrico del Minnesota University Hospitals, il test si è rapidamente diffuso in tutti gli Stati Uniti.

I suoi autori partirono dalla convinzione che il modo migliore per avere informazioni sui vissuti delle persone fosse porre domande dirette a riguardo. Per questo motivo ricorsero alla forma questionario; in particolare, a domande che prevedevano una risposta binaria: “vero” o “falso”.

Il questionario originale fu sviluppato presso l’ospedale della Minnesota University, con l’utilizzo di pazienti ricoverati come campione clinico; e di parenti e amici degli stessi pazienti come campione normativo.

In questo modo fu ottenuto un campione rappresentativo della popolazione del Minnesota degli anni ’30: persone in maggioranza coniugate, con un’età media di 35 anni e una scolarità media di 8 anni, residenti tutte in piccole città o aree rurali.

Gli autori raccolsero oltre 1000 affermazioni tratte da questionari di personalità esistenti all’epoca, testi di psichiatria e frasi di pazienti tratte dalle trascrizioni di colloqui clinici reali. Da queste affermazioni, eliminando ripetizioni ed espressioni scarsamente comprensibili, ne furono selezionate 504.

Le affermazioni selezionate vennero rese più comprensibili e trasformate in stile colloquiale per non dare al cliente la sensazione di rispondere ad un modulo formale. Affermazioni che potevano essere imbarazzanti, o riguardare esperienze devianti o bizzarre, vennero trasformate in forma negativa. Gli item così ottenuti avevano tutti un contenuto relativo a problematiche di tipo medico, psichiatrico o neurologico.

Successivamente, fu aggiunta una ulteriore selezione di item riguardanti ruolo e genere sessuale, nonché relativi a modalità difensive di risposta al questionario, portando il numero complessivo di item a 550. Per motivi tecnici, 16 di questi item vennero inseriti 2 volte nell’elenco, portando il numero complessivo a 566.

La prima scala individuata fu la Hs (Ipocondria) (Hathaway e McKinley, 1940): i questionari compilati da un gruppo di pazienti nevrotici con sintomi ipocondriaci furono confrontati con quelli compilati da un gruppo di visitatori. Gli item a cui i due gruppi risposero in maniera significativamente diversa  costituirono la scala preliminare Hs. Un ulteriore gruppo di pazienti con caratteristiche simili fu usato per verificare la capacità della scala di discriminare tra ipocondriaci e soggetti normali. Con la stessa metodologia vennero create le altre scale cliniche (Hathaway e McKinley, 1942a; 1942b; 1942c; 1944a; 1944b; 1944c; 1956a; 1956b).

Hathaway e McKinley, ritenendolo troppo soggettivo, rifiutarono il metodo “razionale” di scegliere gli item di una scala secondo il contenuto manifesto e la sua relazione con caratteristiche predefinite della personalità o con determinate sindromi psicopatologiche. Il metodo da loro utilizzato, invece, faceva sì che ogni item potesse entrare in una specifica scala solo se fosse stato in grado di differenziare un gruppo con una caratteristica definita da un gruppo di controllo. Questo metodo venne definito “empirico”. La scelta di questo metodo determinò una caratteristica particolare nella struttura del questionario che in genere non è presente nei questionari più moderni: la possibilità che un item appartenga a più di una scala, il che rende più incerta l’interpretazione. Un’altra caratteristica particolare era la diversa quantità di item presenti nelle scale, che le rendeva difficilmente confrontabili tra loro. Venne così introdotto una trasformazione dei punteggi grezzi in punteggi temperati (vedi oltre).

Gli autori si posero anche il problema della possibilità che le persone  rispondessero alle domande in modo non sincero e attendibile; questo comportò l’introduzione delle scale di validità (vedi oltre). Lo studio sugli effetti degli atteggiamenti difensivi da parte degli esaminati sull’elevazione delle scale cliniche suggerì l’introduzione di un fattore di correzione che modificasse il punteggio grezzo delle scale prima di essere temperato (vedi oltre).

La revisione del MMPI e la nascita del MMPI-2

La larga diffusione e il successo ottenuto in tutto il mondo da parte del MMPI originale ne assicurarono la sopravvivenza per oltre 40 anni. Nel tempo, tuttavia, si erano moltiplicati i motivi di critica al MMPI:

  • l’ancoraggio a una obsoleta nosografia kraepeliniana, mentre la comunità scientifica si andava orientando verso il DSM (APA, );
  • il contenuto di diversi item, per i valori a cui facevano riferimento e il linguaggio utilizzato, risultavano sempre più inadeguati all’evoluzione socio-culturale delle società occidentali;
  • il campione normativo originale era composto soprattutto da persone di razza bianca del ceto contadino del Minnesota.

All’inizio degli anni ’80, perciò, la University of Minnesota Press, detentrice del copyright, decise di procedere ad una revisione del MMPI. Per salvare la grande quantità di dati di ricerca accumulati negli anni sullo strumento, si optò per un adattamento e una ristandardizzazione piuttosto che per una revisione radicale.

Il MMPI-2 è un questionario di 567 item che prevede le medesime modalità di risposta dello strumento originale, anche se vengono scoraggiate con maggiore convinzione le omissioni o le indecisioni.

Sebbene in questa nuova versione l’insieme degli item sia stato rivisto ed ampliato, è stata assicurata la continuità con lo strumento originale, mantenendo virtualmente intatte le Scale cliniche e quelle di validità (Butcher, 2005).

La revisione, inoltre, ha stimolato ulteriori progressi nella metodologia diagnostica adottata dallo strumento, aggiungendo nuove scale di validità e supplementari, nonché nuovi set di scale (Scale di Contenuto e PSY-5) che come vedremo in seguito ampliano significativamente la quantità e la qualità delle informazioni fornite dal test.