La Scuola

raffaello_la_scuola_di_atene

La Scuola di Psicodiagnostica Clinica dell’Istituto di Scienze Cognitive Applicate (ISCA), fondata da Emanuele Del Castello, nasce come gruppo di ricerca, formazione e sperimentazione didattica nell’ambito della psicologia clinica.

I professionisti che aderiscono al progetto dell’Istituto sono accomunati dalla convinzione della centralità della funzione valutativa all’interno della professione psicologico clinica.

Essi condividono l’idea fondamentale che il prodotto che lo psicologo clinico offre sul mercato è una conoscenza sul funzionamento mentale e relazionale del proprio cliente (sia esso un individuo, un gruppo naturale o istituzionale). Tale conoscenza, ottenuta mediante l’uso di teorie e strumenti validati dalla ricerca scientifica in ambito psicologico e, in particolare, all’interno delle moderne scienze cognitive, viene restituita al fine di fornire elementi utili a prendere decisioni che influenzeranno in maniera significativa il futuro dell’individuo e della comunità.

Quella psicodiagnostica, quindi, rappresenta la prestazione paradigmatica della psicologia clinica dal momento che racchiude in una azione professionale piuttosto limitata nel tempo, ma in forma completa, tutti gli elementi essenziali della competenza e della professione psicologico-clinica.

Premessa normativa

“La professione di psicologo comprende lʹuso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione – riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità.” (Art. 1 Legge 56/89). Ne consegue che la funzione diagnostica è parte integrante della professione di Psicologo; pertanto qualsiasi Psicologo iscritto all’Albo A è abilitato all’esercizio della psicodiagnosi, oltre che alla somministrazione e all’interpretazione dei test psicodiagnostici. Da questo punto di vista non è necessaria nessuna formazione specifica post laurea per essere autorizzati a tale funzione.

Tuttavia, il Codice Deontologico degli Psicologi italiani (Art. 5) precisa che “Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione professionale e ad aggiornarsi nella propria disciplina specificatamente nel settore in cui opera. Riconosce i limiti della propria competenza ed usa, pertanto, solo strumenti teorico]pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza […].”

Questo vuol dire che è obbligo etico di ogni psicologo acquisire le conoscenze e le esperienze necessarie a svolgere con competenza le prestazioni richiestegli nell’ambito dello svolgimento della propria professione.

Da ciò consegue che la formazione psicodiagnostica di cui eventualmente uno psicologo può avere bisogno deve puntare a fornire abilità professionali concrete da spendere sul mercato piuttosto che titoli di merito, utili solo ad infoltire il proprio curriculum. Per questo la formazione deve rispondere a requisiti ben precisi:

  • il raccordo tra la teoria studiata durante la formazione accademica e la reale pratica professionale
  • il confronto con materiale clinico reale
  • l’incontro con docenti per i quali la psicodiagnostica costituisca parte integrante e significativa della propria pratica professionale
  • una giusta proporzione tra studio teorico e applicazione pratica, in cui alle esercitazioni con gli strumenti e con i protocolli sia dato lo spazio sufficiente a consentire l’acquisizione di un numero adeguato di conoscenze implicite e procedurali, che è alla base di qualsiasi competenza professionale

La psicodiagnostica clinica

Seguendo l’insegnamento di Rapaport, la Scuola di Psicodiagnostica Clinica ha sviluppato una metodologia di integrazione degli strumenti psicodiagnostici che ha dimostrato un’ampia applicabilità ai vari campi della clinica psicologica.

Tale metodologia mette al centro del processo diagnostico lo Psicologo quale produttore di ipotesi conoscitive da sottoporre a verifica mediante l’uso progressivo di strumenti diversi. Così, l’intero armamentario psicodiagnostico, che il professionista costruisce a propria misura, diventa uno strumento unico al servizio del cliente.

In questa logica, i singoli test, con le loro proprietà psicometriche e la loro tradizione suffragata dalle ricerche accumulate nei decenni, rappresentano punti di vista particolari che vanno integrati rispetto alle aree del funzionamento psicologico, piuttosto che essere giustapposti nelle immagini complessive, ma spesso incoerenti tra loro, della persona che ognuno di essi tende a fornire.

La Psicodiagnosi Strutturale

La psicodiagnosi strutturale è una metodologia che consente allo psicologo di far confluire i dati provenienti dai vari strumenti di indagine, sia clinici che testologici, nelle varie aree del funzionamento mentale del cliente, contribuendo a costruire un quadro preciso e ordinato sia degli aspetti problematici che dei punti di forza della persona che gli ha chiesto aiuto.

Tale quadro, che lo psicoterapeuta sarà in grado di perfezionare nel corso del trattamento, consente al professionista di elaborare una strategia terapeutica che, non solo tenga conto delle problematiche e delle priorità del paziente, ma anche del suo stile di personalità, delle sue risorse cognitive e delle relazioni sociali a cui può accedere.

Un approccio alla psicoterapia così concepito, al di là delle differenze di scuola, rende l’intervento più efficace, aumenta la collaborazione del paziente che si sente maggiormente compreso e favorisce il senso di autoefficacia del terapeuta che si muove attraverso step razionalmente programmati.

Allo stesso tempo, con questo approccio lo Psicologo-Psicoterapeuta, può ricomporre la propria competenza clinica, sia diagnostica che terapeutica, e accrescerla continuamente nel proprio lavoro quotidiano.